E’
possibile oggi ovviare al problema della calvizie attraverso
un certosino iter chirurgico, il quale prevede nel proprio
planning operatorio un trapianto di piccole ‘unità
monofollicolari‘, ovvero microsegmenti di cuoio capelluto
contenenti da uno a massimo tre o quattro bulbi, insieme
alle strutture pilosebacee annesse, estratti dalla zona
retronucale, i quali vengono poi reimpiantati nelle aree
glabre o calve.
Routine
preoperatoria:
esami del sangue, emocromo con formula e VES, glicemia,
azotemia, creatininemia, transaminasi, CPK, PTT, pseudocolinesterasi,
elettroforesi proteica, elettroliti, tempo di protrombina.
Esame completo delle urine. ECG + Visita cardiologica.
Tecnica
chirurgica:
viene asportata dalla zona occipitale, dove i capelli non
sono soggetti a caduta, una striscia di cuoio capelluto
della larghezza di 1,5 cm e di lunghezza variabile ricca
di bulbi da trapiantare, i quali troveranno la loro collocazione
nell’area ricevente, diradata o calva.
Anestesia:
anestesia locale assistita.
Degenza:
l’intervento si effettua in regime di Day-surgery.
Non richiede dunque ricovero.
Decorso
post-operatorio:
viene applicato un bendaggio elastico da rimuoversi il giorno
successivo all’intervento. La profilassi antibiotica
intra-operatoria è continuata nei giorni successivi
e associata a terapia anti-infiammatoria. Nei pazienti operati,
nella regione frontale, è possibile la comparsa di
un edema post-operatorio tendente a migrare verso l’area
orbitopalpebrale e destinato a scomparire nell’arco
di pochi giorni. Nella sede del trapianto, compaiono solitamente
piccole crosticine, le quali, nell’arco di 7-10 gg,
si staccano senza lasciare cicatrici sul cuoio capelluto
integro. I punti di sutura posti nella regione occipitale
vengono rimossi dopo 10-12 gg. I bulbi trapiantati, dopo
3-4 mesi, riprendono la loro normale attività fisiologica.