Negli
individui di peso superiore ai consueti parametri fisici,
o in soggetti che hanno subìto un considerevole calo
ponderale, è possibile notare spesso la presenza
di un inestetico cedimento di tessuto cutaneo a livello
dell’addome solcato da strie atrofiche distensae o
smagliature, che si presenta solitamente flaccido e sovrabbondante,
assumendo la caratteristica forma ‘ a grembiule ‘.
Lo scopo di tale trattamento chirurgico è quello
di appiattire la parete addominale, asportare la cute in
eccesso, rinforzare i muscoli addominali rilassati e riportare
l’ombelico nella sua sede originaria.
Routine
preoperatoria:
esami del sangue, emocromo con formula e VES, glicemia,
azotemia, creatininemia, transaminasi, CPK, PTT, pseudocolinesterasi,
elettroforesi proteica, elettroliti, tempo di protrombina.
Esame completo delle urine. ECG + Visita cardiologica.
Tecnica
chirurgica:
per ottenere nuovamente un addome più teso e privo
di strie cutanee, è necessario, attraverso un’incisione
trasversale sovrapubica da eseguirsi trasversalmente nel
basso addome e allargata lateralmente da fianco a fianco
verso le spine iliache, scollare la pelle e i tessuti sottocutanei
dalla parete muscolare fino ad arrivare a livello dell’arcata
costale e ridistenderli verso il basso eliminando le parti
in eccesso. Infine si provvederà, ove opportuno,
al consolidamento dell’area addominale attraverso
la sintesi dei muscoli retti. L’ombelico verrà
poi riposizionato nella sede originaria. La cicatrice residua
risulterà orizzontale e sarà facilmente occultabile
da un normale bikini.
Anestesia:
anestesia locale assistita (nei casi di mini-addominoplastica)
, generale e/o epidurale .
Degenza:
varia a seconda della tipologia di intervento e del decorso
post-operatorio.
Decorso-postoperatorio:
è consigliata una guaina contenitiva per un periodo
di 20-30 gg. Viene prescritta una profilassi antibiotica
e anti-infiammatoria. I punti vengono rimossi dopo 10-15
gg.